Quando parliamo di "viscosità" pensiamo di solito a quanto è densa una miscela quando la versiamo: quella è la viscosità di taglio. Ma quando un anello tira una pellicola per formare una bolla gigante, il liquido non scorre: si allunga, come una pellicola di plastica che si assottiglia mentre viene tesa. Questa resistenza allo stiramento, e non allo scorrimento, è la viscosità estensionale. Un team di fisici della Emory University (Frazier, Jiang e Burton, 2020) ha dimostrato con un reometro estensionale che questo parametro — non la viscosità di taglio, che varia pochissimo tra miscele buone e cattive — è quello che predice davvero se una pellicola regge lo stiramento senza rompersi.
Perché la aumenta il polimero e non il sapone
La viscosità estensionale alta deriva quasi sempre da lunghe catene di polimero disciolte in acqua: gomma di guar, J-Lube o PEO. Quando la pellicola si allunga, queste catene si intrecciano tra loro e oppongono resistenza, come una rete elastica; il sapone da solo contribuisce ben poco a questo effetto. Lo studio di Emory ha inoltre scoperto che mescolare polimeri di peso molecolare diverso (polidispersità) funziona meglio, a parità di concentrazione, di un polimero di un'unica dimensione, perché le catene corte e lunghe si completano a vicenda intrecciandosi.
Nel motore di KUANTIKA questo effetto si traduce nel peso che il polimero dà al punteggio "bolle giganti": non basta avere abbastanza sapone (quella è una condizione d'ingresso), la miscela ha bisogno di quella "memoria elastica" che solo le catene lunghe ben idratate possono dare.